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Decreto dignità: lotta alla precarietà o aumento del contenzioso?
Giovedì 26 Luglio 2018 - Aggiornato alle 19:11
Attualità
Verifiche congiunte Italia-Baviera: i risultati della fase sperimentale
Prima uscita pubblica, inoltre, per la nuova squadra creata al fine di estendere i controlli, oltre che sul territorio Veneto, anche in Lombardia e nella provincia di Bolzano
Si è tenuto a Roma, oggi, presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate, un incontro tra i rappresentanti delle Amministrazioni fiscali italiana e tedesca. L’evento è stato organizzato per presentare le conclusioni del progetto pilota di nato dall’intesa siglata nel 2012 tra direzione regionale del Veneto e lo Stato libero di Baviera, con il coordinamento della direzione centrale Accertamento. Inoltre, considerato che l’attività di verifica, quest’anno, è stata estesa anche alle società con sede principale o secondaria italiana nella competenza territoriale della direzione regionale della Lombardia e della direzione provinciale di Bolzano, è stato istituito un nuovo gruppo di lavoro dell’Agenzia delle Entrate, di cui fanno parte un referente di ciascuna regione e provincia coinvolta e alcuni funzionari della direzione centrale Accertamento, esperti di verifiche congiunte. Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, per l’Italia, il direttore centrale aggiunto Accertamento, Emiliana Bandettini, il responsabile del settore internazionale dell’Agenzia, Maria Paola Mastroeni; per la Germania, i responsabili del dipartimento fiscale bavarese, Eckehard Schmidt, della divisione di diritto internazionale e controlli della Baviera, Thomas Eisgruber, e della divisione scambio informazioni e cooperazione con le autorità fiscali del ministero delle Finanze federale di Berlino, Ernst Czakert. Cos’è il Il presuppone un accordo tra autorità fiscali di Stati diversi per lo svolgimento e il coordinamento di una verifica fiscale su uno o più contribuenti (persone fisiche e/o persone giuridiche), in relazione ai quali vi è un interesse comune o complementare. La verifica congiunta è condotta da un team formato da verificatori di entrambi gli Stati. Presupposto per lo svolgimento di un è la definizione del quadro giuridico-normativo ( ) nel quale operare. La cronologia del progetto Il progetto di Italia-Germania ha preso il via nell’ottobre del 2012 con la sottoscrizione di una lettera di intenti, nella quale l’Agenzia delle Entrate italiana e l’Amministrazione fiscale bavarese ( ) si impegnavano a rinforzare la cooperazione amministrativa con particolare riferimento alle transazioni di aziende residenti in Veneto e Baviera. Nel corso del 2013 si sono succeduti una serie di incontri tra i rappresentanti delle due delegazioni che hanno portato alla formazione di un nucleo di verifica congiunto e alla sottoscrizione di un , con il quale è stato delineato il perimetro della collaborazione. Nel 2014 sono, quindi, state eseguite le condotte dal team formato da verificatori italiani e tedeschi di cui sono stati presentati gli esiti. Il legislativo A livello internazionale, il rapporto del dell’Ocse “ ” contiene le linee guida e le raccomandazioni in merito alla cooperazione fiscale internazionale per il tramite di congiunti tra Stati. In Europa, la reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stai membri nella lotta all’evasione fiscale internazionale è stata dapprima disciplinata dalla direttiva n. 77/799 Cee del 19 dicembre 1977, poi sostituita dalla direttiva n. 2011/16/Ue del 15 febbraio 2011 volta a rendere più efficace la mutua assistenza amministrativa nel settore delle imposte sui redditi, allineandolo allo standard internazionale individuato dall’Ocse. In ambito nazionale, infine, l’assistenza per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri dell’Unione è regolata dall’articolo 31- del Dpr 600/1973, che prevede, tra l’altro, che l’Amministrazione finanziaria può autorizzare la presenza negli uffici e la partecipazione alle indagini amministrative di funzionari delle Amministrazioni fiscali degli altri Stati membri dell’Unione europea: a quest’ultimi è consentito interrogare i soggetti sottoposti al controllo ed esaminare la relativa documentazione alla presenza dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria che esercitano il coordinamento delle indagini amministrative, a condizione di reciprocità e previo accordo tra l’autorità richiedente e quella interpellata. A loro volta, i funzionari dell’Amministrazione finanziaria utilizzano direttamente le informazioni raccolte durante le indagini svolte all’estero. All’incontro odierno hanno partecipato anche personalità del mondo accademico, come i professori Adriano Di Pietro e Giangiacomo D’Angelo, dell’Università di Bologna e il professor Ekkehart Reimer, dell’Università di Heidelberg, a cui è stato richiesto un apprezzamento del progetto e, in particolare, una valutazione delle procedure seguite. Il professor Di Pietro ha sottolineato come tale iniziativa di contribuisca a ridurre le distanze tra l’economia ormai globale e i controlli fiscali che normalmente si fermano ai confini nazionali. Ha poi auspicato che, per questa via, in un prossimo futuro, si gettino le basi per creare anche un accertamento impositivo che possa essere riconosciuto dalle autorità fiscali straniere. Ekkehart Reimer, parlando delle criticità riscontrate nell’analisi del procedimento, ha evidenziato il limite della normativa italiana nella parte in cui, a differenza di quanto avviene nella regolamentazione tedesca, nelle rettifiche di non è consentito all’Amministrazione fiscale effettuare una variazione in diminuzione del reddito, se non in esecuzione delle .
Mauro Faggion
pubblicato Venerdì 25 Settembre 2015
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Barcellona è la città perfetta per conoscere nuove persone , perché è viva, frizzante, piena di turisti e di cose da fare. Sia per i gruppi di amici che stanno facendo una vacanza insieme, sia per il viaggiatore intraprendente, sia per la famiglia che si concede una settimana di turismo ...

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di seguito ecco 5 consigli per conoscere nuove persone a Barcellona e rendere il proprio viaggio ancora più interessante.

5 consigli per conoscere nuove persone a Barcellona

1. Frequentare i quartieri giusti

I quartieri di Barcellona sono come piccoli mondi a sè stanti da scoprire. La Geox Charlene J Ballerine Donna amazonshoes neri Primavera zKKNOWIRu9
è sicuramente quello più indicato per i giovani in vacanza, specialmente d'estate: sarà molto facile scambiare due parole con il vicino, mentre si prende il sole lungo una delle spiagge del litorale della città, sempre molto affollate. La presenza di reti di pallavolo e di tavoli da ping pong sarà un'opportunità per offrirsi di partecipare a una partita se manca un giocatore, per poi prendere qualcosa da bere insieme presso uno dei tanti chiringuitos . Il quartiere Vila de Gracia è un conglomerato di piazzette caratteristiche, molto amate sia dai giovani, sia dalle famiglie con bambini. Durante la giornata sarà piacevole sedersi su una delle panchine di Plaza de la Vila de Gracia e guardare giocare i propri figli in tutta tranquillità e sicurezza, insieme a molti altri bambini. La sera invece è da scoprire Plaza del Sol , occupata sempre da decine di giovani che si siedono per terra a chiacchierare e bere una birra: unitevi a loro!

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/ L’obbligo di mantenimento dei figli è previsto ...

By AvvocatoFlash Team On 08 Apr 2017
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Questo è uno dei parametri principali di cui deve tener conto il Tribunale quando stabilisce l’ammontare dell’assegno di mantenimento a seguito della separazione o del divorzio.

Il raggiungimento della maggiore età non rappresenta il limite oltre il quale quest’obbligo viene meno, sempre che i figli non abbiano raggiunto una indipendenza economica: resta quindi in capo ai genitori l’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni, o meglio, l’obbligo di mantenimento dei figli non autosufficienti, indipendentemente dall’età.

1. Assegno di mantenimento

1.1 Cosa si intende per assegno di mantenimento?

La Costituzione Italiana all’art.30 prevede che i genitori abbiano l’obbligo di mantenere i figli, anche di quelli nati fuori dal matrimonio. Obbligo poi ripreso anche dal codice civile.

Quest’obbligo non cessa di esistere in caso di separazione o divorzio.

Il Tribunale in questo è chiamato a decidere non solo dell’esistenza e dell’ammontare dell’eventuale assegno di mantenimento o alimentare per uno dei coniugi, ma anche di quello relativo ai figli.

Tutta la disciplina che ruota intorno alla cura e al mantenimento dei figli non autosufficienti è improntata alla bigenitorialità: questo vuol dire che, come si è detto, è un dovere di entrambi i genitori in proporzione al reddito di ciascuno.

Per questo motivo anche in caso di separazione e di divorzio, secondo la legge, il giudice deve stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento per i figli, proprio tenendo conto di alcuni parametri, che hanno lo scopo di garantire il rispetto di tale principio di proporzionalità e di giusta equilibrio dei doveri tra i genitori.

1.2 Come si calcola l’assegno di mantenimento?

Per calcolare l’assegno di mantenimento, quindi, il giudice dovrà tenere conto:

- delle attuali esigenze dei figli;

- del tenore di vita dei figli, durante il matrimonio e il periodo di convivenza con entrambi i genitori;

- del tempo che i figli trascorrono presso ciascuno dei genitori;

- delle possibilità e risorse economiche di entrambi;

- del valore economico da attribuire alle cure e ai compiti domestici assunti e svolti da ciuscuno dei genitori;

- il numero dei figli da dover mantenere;

- la sussistenza anche di un assegno per il mantenimento del coniuge;

- l’assegnazione all’uno o all’altro coniuge della casa coniugale.

Inoltre, al fine compiere una valutazione completa, chiara e veritiera, il giudice può disporre un accertamento da parte della polizia tributaria su redditi e beni di ciascuno, qualora le informazioni sul quadro economico, come documentate dai genitori, non siano sufficienti o siano sottoposte a contestazione.

Non esiste quindi uno schema univoco da poter utilizzare sempre per calcolare l’ammontare dell’assegno di mantenimento.

In linea di massima, ogni Tribunale adotta dei parametri indicativi cui i giudici possono riferirsi nelle loro valutazioni.

Per calcolare la base dell’assegno di mantenimento si deve tener conto di tutte le spese necessarie per le cure, l’istruzione e più in generale per il soddisfacimento dei bisogni dei figli.

E anche in questo caso non è possibile quantificare a priori tale somma, pertanto la legge demanda al giudice le valutazioni che variano di caso in caso.

Sicuramente, il mantenimento deve tener conto sia delle spese ordinarie che di quelle straordinarie, per cui è bene evidenziarne la distinzione.

Le spese ordinarie sono tutte quelle che servono a coprire i normali bisogni dei figli: esse devono essere calcolate nell’assegno di mantenimento.

Esempi di spese ordinarie:

- visite pediatriche, visite di controllo;

- abbigliamento;

- mensa scolastica.

Devono intendersi per spese straordinarie, invece, tutte quelle imprevedibili ed eccezionali, che quindi per intrinseche qualità non possono essere definite preventivamente nel loro ammontare. Pertanto, è la stessa giurisprudenza che esclude che esse incluse forfettariamente nell’assegno periodico. (Cass. civ., n. 9372, 08.06.2012).

Esempi di spese straordinarie:

- spese dentistiche;

- viaggi e vacanze;

- attività sportive.

Le spese straordinarie devono essere concordate preventivamente tra i coniugi, sempre nell’ottica della bigenitorialità. Ma è una regola che può subire in taluni casi delle eccezioni: si faccia il caso di un’operazione chirurgica di emergenza.

2. Il mantenimento del figlio maggiorenne

Per quanto riguarda la possibilità di prevedere o meno un assegno di mantenimento anche per il figlio maggiorenne, è bene chiarire subito che il raggiungimento della maggiore età sicuramente non è un elemento sufficiente per far cessare di per sé l’obbligo di mantenimento che grava sui genitori.

Per anni l’argomento è stato dibattuto dalla giurisprudenza, senza avere una esplicita presa di posizione legislativa fino al 2006, quando è stato introdotto un articolo nel codice civile che ha riconosciuto l’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne, stabilendo che il giudice possa decidere in capo al genitore l’obbligo di versare un assegno periodico per mantenere il figlio che, pur avendo raggiunto la maggiore età, non sia però indipendente economicamente.

Questo ovviamente non vuol dire che l’obbligo possa durare

Si ritiene che venga meno quando il figlio percepisca un reddito tale da consentirgli una vita indipendente, anche se con un tenore inferiore a quello goduto grazie al reddito genitoriale.

Spetta comunque al genitore dimostrare l’avvenuta indipendenza: non può considerarsi autosufficiente un figlio che percepisca un reddito, che derivi però da un contratto di apprendistato, o da un lavoro precario.

Né basta dimostrare che il figlio sia sposato. Anche in quest’ultimo caso, difatti, potrebbe aver bisogno comunque di essere sostentato dai genitori, qualora il nuovo nucleo familiare non possegga i mezzi sufficienti finanziari per essere autonomo.

La giurisprudenza, però, ritiene anche che se il figlio non sia autosufficiente perché ha lasciato volontariamente il lavoro, o lo rifiuti, o per inerzia non lo cerchi, perda ogni diritto al mantenimento.

In passato si è posto il problema di stabilire a chi dovesse essere versato, in caso di separazione o divorzio, l’assegno di mantenimento per il figlio oramai maggiorenne; se in particolare dovesse continuare ad essere versato in favore del genitore convivente col figlio o direttamente a quest’ultimo.

Il legislatore aveva introdotto la regola per cui l’assegno dovesse essere versato direttamente al figlio, potendo, però, sempre il giudice determinare diversamente, fatte le sue opportune valutazioni.

Questa disposizione è stata abrogata, poiché dava la possibilità al genitore obbligato versare l’assegno, di iniziare a farlo direttamente al figlio divenuto maggiorenne in automatico. Tale versamento diretto finiva per dotare il genitore di uno strumento per sottrarsi più facilmente ai propri doveri di mantenimento

Pertanto, abrogata la norma, attualmente non esiste questo automatismo: tuttavia il figlio maggiorenne può chiedere al giudice che gli si versi direttamente l’assegno per il suo mantenimento. Ma è l’unico legittimato a farlo.

Fonti normative

Costituzione: art. 30

Codice Civile: artt. 147 c.c., art. 337bis.

Lgs. 28 dicembre 2013 n.154: revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione.

Legge 8 febbraio 2006 n. 54: disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento.

AvvocatoFlash

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